Non vorrei invadere il campo dove la mia amica Francesca (Totti) e` autorita` assoluta, ma questa faccenda dell'esame di dialetto mi turba. Sono cresciuto in Brianza, nato a Cantu` (capitale morale del basket italiano), ma non ho mai imparato il dialetto brianzolo (chiedete a mia suocera per conferma), come non ho mai imparato il siciliano paterno e nemmeno il veronese materno. Li capisco tutti (piu` o meno), non cadrei nel tranello della "cadrega". Mi piacciono (non solo quelli di famiglia) per la loro forza espressiva e per le caratteristiche musicali che possono avere, come nei blues partenopei del primo Pino Daniele, che non avrebbero funzionato senza i verbi tronchi del dialetto napoletano (scuccia', parla', etc.). Poi il bello dei dialetti e` di essere poco canonici (dalle mie parti un canturino, un medese ed un erbese parlano dialetti simili ma nettamente diversi nel raggio di 15-20 chilometri...) e quindi non mi pare cosi` facile metterli alla prova... comunque sarei inesorabilmente bocciato, senza speranza!
Adesso dicono che non si testa il dialetto ma la conoscenza della cultura locale... immagino che il dottissimo Bossi Jr. sappia dirci tutto della civilta` di Golasecca (roba preistorica delle sue parti). Per parte mia, la conoscenza si riduce alla storia (romana e non solo) di Mariano Comense, grazie al mitico Gambirasio, meraviglioso maestro elementare che ci ha insegnato a guardare in tutte le discipline con i nostri occhi quello che ci circondava, perche` sapeva che cosi` si trasmette l'amore per la conoscenza: guardando con i propri occhi e ragionando con la propria testa.
Ecco. Questo, non rivendicazioni di campanile, vorrei vedere negli insegnanti di mio figlio.
mercoledì 29 luglio 2009
sabato 4 luglio 2009
Voci profetiche: Luigi Ciotti sul ddl sicurezza
di Luigi Ciotti
«Non sicurezza, crudeltà. Non c’è altra parola per definire le misure sull’immigrazione approvate oggi in Senato. Non c’è altra parola per definire questo accanimento contro chi fugge dalla miseria, dalla discriminazione, dall’oppressione, dalle guerre.
Sono persone, prima che immigrati, quelle che chiedono di essere riconosciute e accolte nella legalità, nei diritti e doveri di ogni cittadino parte attiva del consorzio sociale.
E’ doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Baluardi contro il ritorno della barbarie e della guerra, antidoti perché legge sia tutela del bene comune a partire dai più deboli, non legge del più forte.
Sono vittime della povertà, gli immigrati. Ma la povertà più grande, oggi, è la nostra. Povertà di coraggio, di senso, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme a loro.
Dati alla mano, è dimostrato che, laddove si è lavorato con impegno, è stato possibile armonizzare il diritto con l’accoglienza, saldare il rispetto delle regole – che deve valere per tutti – con l’integrazione. A partire da quel “mettersi nei panni degli altri” che è stato motore delle più grandi conquiste umane e civili.
E spiace che, ad eccezione di una minoranza di voci nette e coerenti, su una questione tanto cruciale come quella dell’immigrazione, la politica sia venuta meno al suo orizzonte ideale: stimolare la promozione culturale e sociale di un paese, trasformando in speranze le paure della gente».
Tratto da: liberainformazione.org
«Non sicurezza, crudeltà. Non c’è altra parola per definire le misure sull’immigrazione approvate oggi in Senato. Non c’è altra parola per definire questo accanimento contro chi fugge dalla miseria, dalla discriminazione, dall’oppressione, dalle guerre.
Sono persone, prima che immigrati, quelle che chiedono di essere riconosciute e accolte nella legalità, nei diritti e doveri di ogni cittadino parte attiva del consorzio sociale.
E’ doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Baluardi contro il ritorno della barbarie e della guerra, antidoti perché legge sia tutela del bene comune a partire dai più deboli, non legge del più forte.
Sono vittime della povertà, gli immigrati. Ma la povertà più grande, oggi, è la nostra. Povertà di coraggio, di senso, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme a loro.
Dati alla mano, è dimostrato che, laddove si è lavorato con impegno, è stato possibile armonizzare il diritto con l’accoglienza, saldare il rispetto delle regole – che deve valere per tutti – con l’integrazione. A partire da quel “mettersi nei panni degli altri” che è stato motore delle più grandi conquiste umane e civili.
E spiace che, ad eccezione di una minoranza di voci nette e coerenti, su una questione tanto cruciale come quella dell’immigrazione, la politica sia venuta meno al suo orizzonte ideale: stimolare la promozione culturale e sociale di un paese, trasformando in speranze le paure della gente».
Tratto da: liberainformazione.org
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lunedì 6 aprile 2009
Con la Caritas, per l'Abruzzo (fate girare)
Se qualcuno passasse per questo blog, ormai da tempo trascurato, riprendo da Civati...
Trovate qui i dati. Propongo agli amici blogger di replicare il messaggio. E di postare le istruzioni che trovate qui sotto:
Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Abruzzo") si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).
Per il sangue, invece, è il caso di rivolgersi qui: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO Spirito Santo, via Fonte Romana, 8 a Pescara. Telefono: 0854252687.
Trovate qui i dati. Propongo agli amici blogger di replicare il messaggio. E di postare le istruzioni che trovate qui sotto:
Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Abruzzo") si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).
Per il sangue, invece, è il caso di rivolgersi qui: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO Spirito Santo, via Fonte Romana, 8 a Pescara. Telefono: 0854252687.
martedì 10 febbraio 2009
Non so quando spuntera` l'alba
Non so quando spunterà l'alba
non so quando potrò
camminare per le vie del tuo paradiso
non so quando i sensi
finiranno di gemere
e il cuore sopporterà la luce.
E la mente (oh, la mente!)
già ubriaca, sarà
finalmente calma
e lucida:
e potrò vederti in volto
senza arrossire.
D.M. Turoldo, Canti Ultimi
non so quando potrò
camminare per le vie del tuo paradiso
non so quando i sensi
finiranno di gemere
e il cuore sopporterà la luce.
E la mente (oh, la mente!)
già ubriaca, sarà
finalmente calma
e lucida:
e potrò vederti in volto
senza arrossire.
D.M. Turoldo, Canti Ultimi
giovedì 15 gennaio 2009
Stasera ...il Boss
L'arte sa descrivere cosa e` la crisi molto meglio dei servizi dei tg sugli acquisti di natale...
THE GHOST OF TOM JOAD
By Bruce Springsteen
(From the album "The Ghost of Tom Joad")
Men walkin' long the railroad tracks
goin' someplace there's no goin' back
Highway patrol choppers comin' up over the ridge
Hot soup on a campfire under the bridge
Shelter line stretchin' round the corner
Welcome to the new world order
Families sleepin' in their cars in the Southwest
No home no job no peace no rest
The highway is alive tonight
But nobody's kiddin' nobody about where it goes
I'm sittin' down here in the campfire light
Searchin' for the ghost of Tom Joad
He pulls a prayer book out of his sleeping bag
Preachers lights up a butt and takes a drag
Waitin' for when the last shall be first and the first shall be last
In a cardboard box 'neath the underpass
Got a one-way ticket to the promised land
You got a hole in your belly and a gun in your hand
Sleeping on a pillow of solid rock
Bathin' in the city aqueduct
The highway is alive tonight
Where it's headed everybody knows
I'm sittin' down here in the campfire light
Waitin' on the ghost of Tom Joad
Now Tom said, "Mom, wherever there's a cop beatin' a guy
Wherever a hungry newborn baby cries
Where there's a fight 'gainst the blood and hatred in the air
Look for me Mom I'll be there
Wherever there's somebody fightin' for a place to stand
Or a decent job or a helpin' hand
Wherever somebody's strugglin' to be free
Look in their eyes Mom you'll see me."
Well the highway is alive tonight
But nobody's kiddin' nobody about where it goes
I'm sittin' down here in the campfire light
With the ghost of old Tom Joad
lunedì 10 novembre 2008
Goodbye Mama Africa!
Miriam Makeba è morta a Castel Volturno dopo un concerto anti-camorra a sostegno di Roberto Saviano. Un saluto ad un'artista e donna grandissima, impegnata fino all'ultimo.
giovedì 6 novembre 2008
Una lunga, meravigliosa notte... da sfigato
Ebbene si. Sono tornato stasera da Bruxelles dove ero nell'unico albergo senza un WIFI funzionante. Sono arrivato li` il 4 alle 21, cena veloce poi... Obama arrivo!
Mi piazzo in camera: TV belga, francese, BBC, Rai 1 (mi risparmio le olandesi e fiamminghe perche` non capisco niente e le tedesche perche` non capisco abbastanza...), tutte parlano delle elezioni USA. Mi annoio terribilmente, non puoi patire da solo nell'attesa in certi momenti. Bruno Vespa con La Russa continua a sperare che i sondaggi sbaglino (con il secondo che gigioneggia "C'e` ancora, spero, il punto di domanda nel titolo Un nero alla casa bianca?...", in camera da solo mi sfugge un improperio al suo indirizzo), mi manca mia moglie, almeno il NING di PDObama, almeno qualche amico, insomma qualcuno con cui dividere la sofferenza e la tensione. Avevo cercato senza successo qualche appuntamento a Bruxelles, per di piu` il mio albergo non e` nel centro e non so molto muovermi di notte in quella citta`. All'una e mezza, piu` o meno, crollo addormentato senza nemmeno puntare la sveglia e compiendo un sommo sforzo anche solo per spegnere la televisione. E qui comincia il miracolo.
Ad un certo punto Obama in persona mi chiama telepaticamente, apro un occhio e vedo che sono le 05.00 sul mio telefonino, mi dico "Va` che, se mi chiama, magari e` successo qualcosa" e accendo l'orrido Vespone che durante l'accensione della televisione (quando e` buia, ma senti l'audio)...proclama la vittoria di Obama!Metto la BBC che sta intervistando Tracy Chapman, poi la folla di Chicago in delirio, Jesse Jackson in lacrime... no questo non lo reggo... e piango anch'io, felice come uno scemo di essere arrivato all'ultimo, ma esserci stato.
Poi il discorso da sconfitto di McCain, poi l'emozione di quello di Obama e quel pensiero che mi e` rimasto in mente da allora: "Questo e` per noi quello che fu lo sbarco sulla Luna per i nostri genitori: mi ricordero` dov'ero per sempre, in quella stanza del maledetto unico albergo di Bruxelles senza WIFI".
Mi piazzo in camera: TV belga, francese, BBC, Rai 1 (mi risparmio le olandesi e fiamminghe perche` non capisco niente e le tedesche perche` non capisco abbastanza...), tutte parlano delle elezioni USA. Mi annoio terribilmente, non puoi patire da solo nell'attesa in certi momenti. Bruno Vespa con La Russa continua a sperare che i sondaggi sbaglino (con il secondo che gigioneggia "C'e` ancora, spero, il punto di domanda nel titolo Un nero alla casa bianca?...", in camera da solo mi sfugge un improperio al suo indirizzo), mi manca mia moglie, almeno il NING di PDObama, almeno qualche amico, insomma qualcuno con cui dividere la sofferenza e la tensione. Avevo cercato senza successo qualche appuntamento a Bruxelles, per di piu` il mio albergo non e` nel centro e non so molto muovermi di notte in quella citta`. All'una e mezza, piu` o meno, crollo addormentato senza nemmeno puntare la sveglia e compiendo un sommo sforzo anche solo per spegnere la televisione. E qui comincia il miracolo.
Ad un certo punto Obama in persona mi chiama telepaticamente, apro un occhio e vedo che sono le 05.00 sul mio telefonino, mi dico "Va` che, se mi chiama, magari e` successo qualcosa" e accendo l'orrido Vespone che durante l'accensione della televisione (quando e` buia, ma senti l'audio)...proclama la vittoria di Obama!Metto la BBC che sta intervistando Tracy Chapman, poi la folla di Chicago in delirio, Jesse Jackson in lacrime... no questo non lo reggo... e piango anch'io, felice come uno scemo di essere arrivato all'ultimo, ma esserci stato.
Poi il discorso da sconfitto di McCain, poi l'emozione di quello di Obama e quel pensiero che mi e` rimasto in mente da allora: "Questo e` per noi quello che fu lo sbarco sulla Luna per i nostri genitori: mi ricordero` dov'ero per sempre, in quella stanza del maledetto unico albergo di Bruxelles senza WIFI".
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